Osvaldo Cavandoli. Un artigiano dell'umorismo

di Daniela Trastullipubblicato il 06 Luglio 2017

Un documentario realizzato da Daniela Trastulli per Medialogo racconta Osvaldo Cavandoli attraverso un'intervista che è un po' la storia del cinema d'animazione italiano dagli anni '40 ai nostri giorni.
Il disegno e la manualità sono le sue grandi doti e le sue risorse. Dal 1936 al 1940 è disegnatore tecnico dell'Alfa Romeo. Sopravvive alla guerra collaborando con una cartoleria in Galleria, ma il pane buono per i suoi denti lo trova lavorando con Nino e Toni Pagot a "I fratelli Dinamite", lungometraggio che merita una riscoperta per la modernità, le stravaganze e l'intelligenza surreale, e che, come è accaduto alla quasi totalità del cinema d'animazione italiano, resta per il pubblico un oggetto misterioso.

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Nascosta dietro ai cancelli dei palazzi, a volte seppellita addirittura nel sottosuolo: la Milano segreta è un luogo sorprendente e affascinante, una città invisibile e spesso sconosciuta ai suoi stessi abitanti...
Apparentemente lontana dalla grande produzione cinematografica dei decenni d'oro, Milano è la città in cui sono cresciuti grandi talenti e che celebri registi hanno scelto per raccontare le loro storie...
Nomi poco altisonanti, forse, ma non meno importanti per la memoria collettiva. Le storie degli artigiani storici, che con il loro sapere e il loro lavoro hanno mantenuto in vita mestieri che sono tuttora patrimonio immateriale della città.
"A Milano non crescono fiori" cantava Gino Paoli nel 1964. Incontriamo la gente che ancora oggi lascia un segno e fa fiorire di possibilità e creatività la città. Che rapporto ha con Milano?
Una serie di ritratti al femminile. Donne che a Milano si sono cimentate nei campi dell'arte, della cultura e dello sport, riuscendo sempre a lasciare il segno...
Libri, quotidiani, riviste: una storia di carta, imprenditoria e talent scouting che affonda le sue radici nel tempo e che, negli utlimi due secoli, ha fatto di Milano la capitale dell'editoria italiana.